I meravigliosi colori del mondo. Dal rosso che ricorda l'amore, al celeste del cielo, all'azzurro del mare. Il mondo è pieno di colori, così come ognuno di noi nel suo modo di essere. Arcobaleno, i colori del mondo dentro ognuno di noi.
mercoledì 16 novembre 2011
campagna pubblicitaria o libera provocazione??
come campagna pubblicitaria mi sembra troppo forte, e non si è pensato che potrebbe creare subbugli, avendo messo foto anche di politi dei paesi esteri..mi sembra molto solo provocazione.
lunedì 14 novembre 2011
a quel paese...
non basta quello che ci hanno fatto, anzi quello che non hanno fatto per ridurci così come siamo..ci insultano pure!!complimenti!! poi chiede scusa giusto perchè si è reso conto che lo hanno ripreso..se le poteva risparmiare le scuse..io personalmente non le accetto!!
lunedì 7 novembre 2011
Dai italiani, è tempo di aiutarci!!
questi giorni l'Italia è veramente piegata in due..tra le stragi per il tempo e la situazione politico-finanziaria siamo ormai arrivati al fondo. ci resta da dimostrare che se vogliamo possiamo riprenderci, rialzarci e ricominciare, anche se dal nulla. dimostriamo sempre tanta solidarietà per gli altri, ora dobbiamo anche aiutare noi stessi. ITALIANI CORAGGIO!! ce la possiamo fare basta volerlo!! e ricordiamoci che: se le cose non si vogliono cambiare non cambieranno mai!!
mercoledì 2 novembre 2011
ecco la giustizia in Italia oggi...
fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/10/08/visualizza_new.html_674301503.html
Mafia: nove liberi per scadenza termini; Gip, mia mancanza
Giudice etneo, mole lavoro enorme, prima defaillance in 40 anni
(ANSA) - CATANIA - Nove presunti affiliati alla cosca mafiosa Scalisi di Adrano, collegata al clan Laudani,sono stati scarcerati per decorrenza dei termini: condannati in primo grado il 21 giugno 2010, col rito abbreviato, per mafia, estorsione e detenzione di armi, il Gup Edoardo Gari, non ha depositato le motivazioni della sentenza. ''E' una mia mancanza - ammette Gari - e mi brucia moltissimo. Ma c'e' un problema di sostenibilità di lavoro. E' stata la prima defaillance in 40 anni''. (ANSA).
Strage Borsellino, liberi sei ergastolani
pena sospesa anche per il falso pentito
Sei sono già stati scarcerati. L'istanza di revisione è nata dalle nuove rivelazioni di Gaspare Spatuzza che ha chiamato in causa i fratelli Graviano di Brancaccio, e riguarda Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana (condannati all'ergastolo) e Vincenzo Scarantino, considerato inattendibile. "Con questi soldi non so come fare, io sono rimasto alle lire" ha detto Murana appena tornato in libertà
di ENRICO BELLAVIAPALERMO - La Corte d'appello di Catania respinge larichiesta di revisione del processo per la strage di via d'Amelio del 19 luglio 1992 e sospende però l'esecuzione della pena per otto imputati, sette dei quali condannati all'ergastolo.L'istanza di revisione, presentata dal pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato, è nata dalle nuove rivelazioni di Gaspare Spatuzza che ha chiamato in causa i fratelli Graviano di Brancaccio, e riguardava Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana (condannati all'ergastolo) e Vincenzo Scarantino, il collaboratore di giustizia la cui sentenza a 18 anni è diventata definitiva nonostante la ritrattazione. L'istanza di revisione riguardava anche Salvatore Candura, Salvatore Tomaselli e Giuseppe Orofino (condannati a pene fino a 9 anni) che hanno già espiato la condanna. Tutti sono stati scarcerati tranne Scotto, che resta in carcere per scontare altre condanne, e Profeta, che tornerà in libertà nelle prossime ore. "Sono confuso. Non so come pagare, con questi soldi non sono pratico. Io sono rimasto alle lire": queste le prime parole di Murana fuori dal carcere. Murana ha chiamato il difensore, Rosalba Di Gregorio, appena libero. "Sono felice", le ha detto.
La versione di Scarantino determinante per le condanne all'ergastolo dei sette è stata ritenuta totalmente inattendibile dalle nuove indagini avviate dopo la collaborazione con la giustizia di Spatuzza e a Caltanissetta si procede anche contro tre poliziotti del gruppo investigativo sulle stragi che avrebbero avallato la falsa ricostruzione di Scarantino. Secondo i giudici di Catania, però, occorre che ci sia una nuova sentenza, quantomeno a carico di Scarantino per il reato di calunnia nei confronti degli imputati condannati, prima di potere revisionare la sentenza. Intanto, però, al di là della questione tecnica, il verdetto di Catania segna un primo determinante traguardo sulla strada della verità sull'eccidio che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta.
In sette, ad eccezione di Scotto saranno liberi entro domani. Scotto ha infatti un'altra condanna per droga e per tentato omicidio. L'ex pentito Scarantino ha finito di espiare una condanna a 8 anni inflittagli a Roma per la calunnia nei confronti dei pm che indagarono sulla strage a partire dalla sua confessione e un'altra a 9 anni per droga.
Il primo dei condannati ora liberati ad essere stato arrestato è Salvatore Profeta, condotto in carcere nel 1993. Gli altri erano stati arrestati nel 1994. La Mattina e Gambino rimasero latitanti fino al 1997 quando furono catturati insieme con il boss Pietro Aglieri.
(n.b.: le sottolineature e il colore dei caratteri sono stati aggiunti da me.)
domenica 23 ottobre 2011
Halloween..
Ogni anno a Ottobre sempre con questa festa che a quanto ho capito nasce in Irlanda, dove i fantasmi e i mostri sono molto popolari... :-) Bhè a me non piace Halloween ma ai dolcetti proprio non so dire no!!! :-P
domenica 9 ottobre 2011
Se Steve Jobs fosse nato in provincia di Napoli
fonte: http://antoniomenna.wordpress.com/2011/10/08/se-steve-fosse-in-provincia-di-napoli/
Copyright © 2008-2011 antoniomenna
Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi. Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare. Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”. I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano. Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi? Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”. I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare. Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”. Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro. Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”. I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti. La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.
purtroppo, secondo me è una triste realtà
lunedì 3 ottobre 2011
libertà di opinione, diritto.. esistono ancora?
Il caso boom, Vasco fa chiudere un sito (nonciclopedia) e su facebook fa parlare i suoi avvocati. Non sarebbe meglio che spiegasse lui di persona, come ha fatto anche per gli articoli di giornale che parlavano di lui? Ma non è questo che mi ha colpito. Sono tutti gli insulti che gli vengono scritti nei commenti.. offensivi al massimo. Lui attraverso gli avvocati sta dimostrando, o meglio chiarendo, che voleva solo si eliminasse la parte del sito a lui riferita. Questo quanto scrivono sul suo profilo di facebook gli avvocati. Non essendo stato eliminato nulla si è proceduto a denunciare il sito e gli amministratori. Vista la denuncia gli amministratori hanno deciso di andare in sciopero a tempo indeterminato (non si specifica che il sito è stato chiuso). Sperando di non ricevere una valanga di insulti pure io, vorrei dire la mia. Tengo a precisare che non sono di parte, e non appoggio nessuno dei due. Però penso che Vasco possa avere diritto a offendersi se qualcuno lo insulta pubblicamente su un sito, ma trovo che un sito come nonciclopedia, che prende di mira tutti e tende alla satira non stava insultando o facendo diffamazione, ma tutt'altro. Però credo che ognuno abbia diritto a sentirsi leso quando vengono scritte delle parole che possono essere ritenute offensive o troppo volgari per la propria persona. Penso che come sempre il dialogo avrebbe sicuramente aiutato, inceve di arrivare sempre al drastico modo di denunce e tribunali. Magari si sarebbe potuto affrontare le cose diversamente, senza creare il solito divario tra chi ha ragione e chi no. E la scelta di "chiudere" (o meglio scioperare e non renderlo visibile) un sito molto seguito può anche far pensare, datemi almeno un minimo dubbio, che si voglia far passare in torto la parte che ha denunciato, cercando così l'appoggio dei visitatori del sito. Dai commenti che ho letto, molti sono dalla parte di nonciclopedia, e pochi appoggiano Vasco. E' questo che non capisco. Vediamola in maniera diversa. Prendiamo la situazione senza pensare ai personaggi della storia ma alla storia in sè. Immaginiamo che su un sito si parli, in modo satirico, di una persona qualunque, e che questa persona si senta offesa e presa ingiro inutilmente. Avrebbe ragione a chiedere di cancellare le cose che parlano di lui? Sarebbe un diritto? E' un ragionamento. Lascio a voi le risposte.
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